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Tradizioni funebri dei popoli Maori e Huli #2

popolo huli

La Nuova Guinea è posta nell'Oceano Pacifico, ed è la seconda isola più grande al mondo.
In queste terre vi abita, da più di mille anni, il popolo Huli, un gruppo di indigeni, situati nelle montagne centrali del paese, famosi per la loro abitudine di indossare sul capo decorazioni fatte di piume di uccelli del posto, e di dipingersi il volto con colori sgargianti.

Come la Nuova Zelanda, il popolo Huli è rimasto isolato per molto tempo a causa della posizione geografica, e questo ha rinforzato il legame con le loro tradizioni, mantenendo un forte radicamento della ritualità primitiva, legata alla terra e agli elementi, che di fatto non è mai andata del tutto perduta. L’acqua, per esempio, è un elemento di vitale importanza; infatti gli Huli attribuiscono agli spiriti degli antenati la capacità di governare i flussi d’acqua e le maree.

I dama, ovvero gli spiriti, sono divisi in tre gruppi: avi benefici, spiriti predatori e spiriti causa di malattie. Con l’arrivo dei colonizzatori, sono comparse anche nuove malattie, che il popolo attribuiva agli “spiriti cause di malattie”, infatti, non era insolito avvalersi del cannibalismo, ovvero mangiare chi, secondo la credenza comune, ha portato i nuovi virus.

I riti funebri delle tribù sono caratterizzate da danze e invocazioni presentate con maschere di legno che rappresentano i sacri antenati. Secondo le loro credenze, l’anima del defunto si stacca dal corpo e intraprende il suo viaggio verso il sud dell’isola nella quale, dopo molti anni, diventano gli spiriti degli antenati, profondamente in contatto con la natura e gli unici che dopo la morte possono tornare sulla terra.